Un esame del sangue dirà quanto è grave il colpo alla testa

Cadute accidentali, incidenti d’auto e, soprattutto nei giovani, alcune attività sportive espongono il nostro cervello al rischio di traumi dalle conseguenze anche molto serie che possono anche non manifestarsi immediatamente.

Valutare quindi il livello di gravità dei traumi cranici concussivi (TBI) è fondamentale per decidere il miglior trattamento al fine di limitare gli effetti nocivi del colpo alla testa. Tuttavia, gli esami diagnostici come la TAC non riescono ad individuare tutti quei casi che, potendo evolvere, richiederebbero ulteriore attenzione ed, inoltre, non vengono eseguiti su ogni singolo traumatizzato. Per queste ragioni, da tempo i ricercatori sono alla ricerca di biomarcatori specifici in grado di individuare prontamente i casi più a rischio. [Da La Stampa del 29.03.2016, continua a leggere, link esterno]

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